TUSCIA FLY CLUB ON TOUR: Rio Tinne – Chiusa, BZ, 01/08/2018

Rieccolo, il nostro solerte segretario. E’ ritornato in Trentino e, come ogni volta, ci manda un riassunto delle sue ferie, così, tanto per farci  morire di invidia. Non siate crudeli, con lui. Non è un “purista”, esce spesso dalle righe perché “l’importante è prendere” e nonostante i vari tentativi di farlo redimere non siamo ancora riusciti a convincerlo. Colpa nostra, forse, che non siamo abbastanza convincenti? Vi possiamo assicurare che nella maggioranza dei casi si comporta bene ma appena giri il capo… zacchete! Ma si, dai… “so’ ragazzi…” e poi non possiamo sempre andare in giro con il binocolo a controllare…. soprattutto quando abbiamo la certezza provata che rimette tutto in acqua con le dovute cautele. E allora… un piccolo strappo alla regola possiamo accettarlo…

 

Rio Tinne – Chiusa, BZ, 01/08/2018

Una vecchia conoscenza, il Rio Tinne. Ci ho pescato un paio di volte parecchi anni fa sempre a secca, e il risultato è stato sempre ottimo.

Stavolta voglio provare a ninfa, visto il tratto particolarmente movimentato e con acqua veloce che voglio affrontare.

Quindi 10 piedi, tecnica a filo, ninfe da caccia su amo bl 10 e 8, con palline tung del 4 gold e copper, colori del corpo naturali (dubbing beige e marrone, fagiano), e finale 18. 

Le trote qui sono fario e ibridi di marmorata, ma non manca la sorpresa finale di una iridea che non sembra di lancio, e che mi piace pensare sia nativa (qui in zona in alcuni torrenti si riproduce naturalmente).

Tra spostamento in zona dall’albergo, colazione, travestimento da pescatore, risalita del torrente fino a “dove dico io”, preparazione della canna, inizio a pescare verso le 7,00.

Da qui fino alle 11,00 le catture sono tantissime, anche se dalle 10,00 in poi iniziano a calare a causa dell’aumento dell’insolazione e delle temperature. Ne liscio una bellissima a vista! Poi, sempre a vista ne prendo un’altra sempre bella, faccio un video e lo mando a Luca per farlo rosicare!

Iniziano a muoversi gli insetti, e questo mi convince a passare alla secca. Mi sono portato dietro ovviamente la 7.6 e mentre passo la coda tra gli anelli vedo una bollata su qualcosa di beige che svolazzava sull’acqua.

Chissà cos’era, non una sedge, certamente non un’effimera, ma era roba grossa.

Monto quindi una irresistible “my way” in pelo di capriolo, ali bianche in punta di piuma di gallo indiano, coda e hackles mix beige e dark dun, amo 10 bl, e… che te lo dico a fare!

Da dietro i sassi, dalle correntine a centro torrente, da sotto i cespugli, escono che è una bellezza. Fario,
ibridi, e alla fine una bella iridea!

Poi: “…peccato per la schiuma dietro quel sasso dove c’è quel bel rigiro! Vabbè, ci lancio uguale, hai vistomai…”. Che briscola!!! Oltre 40 cm di ibrido (non ho il metro, vado a palmi)!

Ne ferro ancora qualcuna mentre cerco il posto giusto per risalire sulla strada asfaltata che mi riporterà alla macchina, poi slamata l’ultima fario chiudo tutto e saluto con un arrivederci alla prossima volta, che sarà… quando?

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