Secca, solo secca, fortissimamente secca! O no?

Come la stragrande maggioranza dei pescatori a mosca, sono nato e vissuto sotto l’ombra del “mito” e di lui ho incamerato tutto quanto c’è di bello nella pesca a secca.

Per anni ho continuato nell’ottica del “secca è bello, anzi è giusto”. Ho fatto migliaia di catture con le Wickham’s, Red Tag, Blue Dun, Pheasant Tail, Bicolor, Tricolor e tutta la pletora di mosche secche “tradizionali” e non di cui cercavo e copiavo avidamente dai libri. 

Una volta posata, curavo maniacalmente il dragaggio e non appena la mosca accennava a scendere sotto la superficie, la toglievo dall’acqua e la asciugavo meticolosamente.

Spray, Amadou, carta assorbente (andava bene anche quella igienica…), sali igroscopici, silicone liquido, spray e in pasta… li ho usati tutti. Addirittura sono arrivato a strofinare il finale con le ortiche (!) e con una patata per evitare che affondasse o quanto meno per cercare di sgrassarlo.  

Poi, un giorno, poso la mosca e questa per un caso del destino (o meglio, per un errore di costruzione…) affonda immediatamente e non me ne accorgo: la cerco sulla superficie dell’acqua ma non la vedo mentre questa scende con la corrente per qualche metro. Faccio per effettuare un nuovo lancio e incanno un pesce di buone dimensioni.

Mi rallegro, ovviamente, ma nello stesso tempo una punta di delusione inizia ad insinuarsi nei pensieri: ma allora non è mica vero! Si prendono anche senza usare le secche! E tutto quello che ho letto ed imparato sino ad ora è solo carta straccia!!!??? Oddio… avrò gli incubi per almeno una settimana…!!! 

Non fu così., ovviamente, e da quel giorno sono trascorsi  tanti anni (almeno una quarantina) passando attraverso tutte le tecniche di pesca a mosca.

Pescavo a secca ormai da tempo e decisi di dedicarmi solo alla sommersa per un intero anno, poi trascorsi un altro anno pescando solo a ninfa, lo stesso per lo streamer ed il popper (sì, per un anno intero ho usato assiduamente il popper anche nei torrenti di montagna…).

Sempre e comunque per un intero anno con la stessa tecnica in qualsiasi acqua, con qualsiasi tempo, in qualsiasi luogo. 

All’inizio di ogni “nuova” tecnica il numero delle catture si riduceva drasticamente per poi risalire ai massimi livelli dopo qualche mese. Ho collezionato più cappotti in quei primi periodi che in tutta la mia vita di moschista.

Risultato: non sono in maestro in nessuna di queste tecniche (e chi lo sarà mai?) ma quanto meno credo di avere un’idea abbastanza chiara di come e con cosa affrontare il corso d’acqua.

Dopo questi quattro “anni sabbatici” sono ritornato al mio primo amore: la secca, ma con alle spalle un’esperienza che prima non avevo.

Nel frattempo non ho mai smesso di documentarmi, andando ad aumentare la confusione che avevo in testa sin dai primi anni ed ancora adesso, lo ammetto, parecchi dubbi mi sono rimasti.

Oggi, viviamo in un periodo di esasperazione della mosca secca e, devo dire, la cosa mi piace assai perché fra tutte le tecniche praticabili a mosca è sicuramente la più bella, spettacolare, esasperante, intrigante… Insomma, è “la più migliore assai”. 

Fra i vari autori alieutici, manco a dirlo, le mie preferenze vanno a F. Halford ma, ovviamente, non è l’unico. E mi ha colpito la sua descrizione del “perfetto pescatore a mosca secca” che ho condiviso per anni per poi ritornare sui miei passi e ragionare un poco. 

Un vero “secchista” tutto d’un pezzo, mi dicevo. Con una definizione così precisa del pescatore “purista” ed “ultra purista” non avevo dubbi che non avesse mai neppure pensato minimamente ad usare non dico una ninfa ma neppure una sommersa. E le varie chiacchierate con i compagni di pesca mi confermavano questa teoria.

Poi… poi… poi… tutto mi crolla addosso. Da qualche parte leggo “….Nel 1908 inizia a sperimentare la pesca a ninfa… Suggerisce che se il pesce rifiuta anche la più piccola imitazione galleggiante, questa deve essere inzuppata ben bene e posata, lanciando a monte, facendola scendere appena sotto la superficie dell’acqua davanti al pesce…” E fra i suoi appunti troviamo la segnalazione di una cattura fatta con una Martin’s nymph (per la cronaca: come fosse fatta questa mosca di Martin non lo sa ancora nessuno con esattezza).

Qua e là trovo altre informazioni importanti e chiarificatrici: Halford sosteneva ardentemente che sui chalk-stream doveva essere permessa  solo la secca e su questa sua convinzione si è basata tutta la diatriba fra lui e Skues. 

Viene da domandarsi: perché questa sua feroce avversione nei confronti di questa tecnica, a suo dire molto efficace, forse più della mosca secca?

Se fra le sue affermazioni troviamo qualcosa del tipo “Chi pesca a sommersa rischia di far scappare tutti i pesci” oppure “I pesci catturati (e rilasciati  – ndr) a sommersa difficilmente saliranno su una secca” ed altre amenità del genere, sorge spontaneo supporre che si preoccupasse non tanto della tecnica in quanto tale ma del fatto che permettendo di pescare a sommersa/ninfa si rendeva difficile la vita ai secchisti “duri e puri” che avrebbero così optato per un altro corso d’acqua. Con un mancato introito per il gestore del fiume.

E allora non ci resta che una sola conclusione, con tanto di prove inconfutabili: NON è vero che Halford non ha mai pescato a sommersa. NON è vero che non conoscesse questa tecnica. NON è vero che ritenesse la ninfa poco efficace. Anche se ai suoi tempi il rigore comportamentale fosse ad un livello molto più alto rispetto ai giorni nostri, NON era solo per una questione morale che difendeva queste sue idee. 

Vuoi vedere che anche questa volta ci hanno propinato – per anni – un’altra bufala in nome del dio denaro e ce la siamo bevuta senza rendercene conto?

 

1 Commento

  1. Ciao, sono Marcello, un secchista puro non nego che avendo fatto esattamente il percorso contrario, cioè molti anni tanti stili poi lo spinning fino al 2000, poi solo mosca, ma inizialmente streammer e ninfa, poi incontro con un grande secchista, mi ha cambiato la vita, è vero ciÒ che sostiene, il redattore, credo che se peschi a secca devi fare i conti con vari fattori e la sfida è più grande e appetitosa, ma una cattura difficile sicuramente farà la differenza fra te e un ” ciapa’pes”
    ( prendi pesce ) oggi non si parla più di p.a.m. quando nella pesca a ninfa non c’è più la tecnica della p.a.m. si pesca al tocco…che senso a..
    Comunque liberi di passare al lato Oscuro.
    Resto un secchista convinto

    Buona secca.

    tom59

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