La Peute

   

“Peut”, “Peute” al femminile, è una parola del “patois” della Franche-Comté (1) che significa “brutto”. Louis Pergaud (2) la mette a volte in bocca agli eroi de “La Guerra dei Bottoni” e ancora oggi viene usata correntemente in tutta la Franche-Comté ed in una parte della Lorena.

La Peute, la meno conformista di tutte le mosche, è figlia di Henri Bresson (3). Uno zingaro, incontrato sulle sponde del Cusançin (4), gli confidò un segreto: la piuma del petto dell’anatra selvatica è estremamente efficace durante i mesi di maggio e di giugno.

Bresson realizzò alcune imitazioni di friganea con questa piuma ma i risultati sembravano alquanto informi e si decide ad usarla solo in un secondo momento, in occasione di un “coup du soir” sul Dessoubre, durante una schiusa di friganee.

I risultati furono tali che la nuova mosca venne subito battezzata con questo nome e non tardò ad essere apprezzata prima localmente e successivamente altrove. 

Il dressing è molto semplice:

  • amo del 12, 15 o 18
  • corpo in seta di montaggio od in quill di piuma di condor gialla
  • una piuma di anatra selvatica femmina avvolte all’occhiello e fissate all’indietro lungo il corpo con il nodo di chiusura.   

 Il colore generale oscilla fra il grigio, il marrone e il cannella mentre l’aspetto arruffato ricorda quello di una friganea emergente. 

Questa mosca non è affatto una curiosità ma una vera e propria “acchiappa-trote” usata sia come secca sia come annegata (5)

(1) Regione della Francia orientale, con capoluogo Besançon, confluita dal 1º gennaio 2016 nella regione Borgogna-Franca Contea. Era composta da 4 dipartimenti: Territorio di Belfort, Doubs, Alta Saona e Giura. Sono inclusi nella regione 8 arrondissement, 116 cantoni e 1785 comuni. da Wikipedia

(2) Autore del romanzo “La guerra dei bottoni” pubblicato per la prima volta nel 1912

(3) Henri Bresson, nato a Vesoul nel 1924 e morto nel 2010, è uno dei più importanti e famosi pescatori a mosca. Soprannominato « le sorcier de Vesoul» (lo stregone di Vesoul), è conosciuto come l’inventore di diversi modelli di mosche artificiali fra i quali spiccano la “French Tricolore” (un palmer con tre hackle di diversi colori) e, appunto, la “Peute”.

(4) Fiume francese di 13 km che sfocia nel Doubs.

(5) si noti come l’autore la definisce “mouillée” (ammollata, bagnata) e non “noyée” (annegata, sommersa) ad indicare che deve lavorare non troppo sotto la superficie dell’acqua.

Estratto da “Répertoire des Mouches Artificielles Françaises”, Jean-Paul Pequegnot, Besançon – 2^ edizione – 1984, copia 720 di 1500. JP Pequegnot è anche l’autore di “L’Art de la peche à la mouche sèche” (Flammarion, 1969, 1977, 1981), pubblicato in italiano da Sperling&Kupfer con il titolo “L’arte della pesca con la mosca secca”, 1985.


 

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