La pesca a ninfa, secondo Sawyer

Frank Sawyer (da "Angling Giants, Anglerrs who made history" di Andrew Herd, Medlar Press)

Frank Sawyer fu guardiapesca della riserva sul Wiltshire Avon sin dal 1927 e probabilmente il più grande pescatore inglese, specialmente nelle sue acque. 

Sawyer ha trascorso più di 20 anni studiando la vita degli insetti dei corsi d’acqua da lui frequentati, introducendovi nuove specie e migliorandone le condizioni ambientali. Come la maggior parte dei pescatori inglesi, non dà molta importanza alla perfetta imitazione degli artificiali: quelli infatti che lui usava erano per lo più “suggestivi”. 

Vi è una grossa differenza fra la struttura degli insetti dei fiumi inglesi e quelli americani. In Inghilterra vi è solamente un decimo delle specie di mosche di maggio (effimere) rispetto all’ America: in molti fiumi inglesi si possono trovare anche solamente due generi ed una mezza dozzina di specie e queste, a loro volta, molto somiglianti fra loro

I corsi d’acqua

Inoltre i fiumi inglesi, specialmente i chalk stream, sono così colmi di creature acquatiche (come quantità e non come qualità diverse) che i pesci non sono molto abituati a cibarsi d’altro.

Gli studi sulle ninfe eseguiti da Sawyer ebbero come conseguenza un cambiamento del punto di vista degli entomologi. Prima del lavoro di Sawyer era credenza comune che solamente poche specie di effimere nuotassero mentre oggi si sa con certezza che tutte, o quasi, lo fanno. 

Pheasant Tail (Costr. D'Innocenti, Tuscia Fly Club)

L’intuizione

Inoltre, quando Sawyer notò che le ninfe si muovevano da monte verso valle, spostandosi da un cespuglio acquatico ad un altro, venne ritenuta una nozione ed una informazione errata. Ammesso che una cosa del genere fosse vera, si pensava, si sarebbe finito con l’avere la parte del fiume situata più a monte completamente abbandonata dalle ninfe, che, non essendo in grado di spostarsi controcorrente, non avrebbero potuto risalire il fiume e ritornare ad abitare i cespugli ed i sassi abbandonati in precedenza. 

 

Ma le ninfe tornano a monte, sebbene non nuotando. Esse si muovono strisciando o camminando lungo il fondale, entro quello spazio (di cui si e parlato prima) compreso fra i 2,5 e 5 cm. dal fondale stesso.  

E fu Sawyer a rendersi conto di tutto questo. Ciò permise di distruggere la vecchia teoria che riteneva le ninfe completamente passive nel loro elemento. Attualmente si sa che quasi tutte le effimere, allo stadio ninfale, sono molto attive, vigorose, soprattutto quelle carnivore. 

Fu ancora Sawyer a notare che le ninfe piegavano le zampette all’indietro e, parallelamente alla corrente, si muovevano con mosse ondulatorie del corpo. In seguito a questa scoperta ideò degli artificiali che accentuavano questa prerogativa, dando al corpo, quindi, maggior importanza nell’imitazione. La maggior parte dei suoi artificiali era sprovvista di hackle. Nei rari casi in cui non lo sono,  ne hanno in numero limitato ed alquanto soffici.

Sawyer applicava anche il metodo di Skues nei casi in cui i pesci si stessero cibando appena al di sotto del pelo dell’acqua. Queste ninfe erano dotate di hackle e non erano appesantite. La maggior parte delle azioni di pesca avveniva a mezz’acqua, od addirittura sul fondo, ragion per cui tutti i suoi artificiali erano, oltre che sprovvisti di hackle, appesantiti con del filo di rame molto sottile. 

Analisi dell’Ambiente

Questo ci fa capire la velocità dell’acqua in cui pescava. Se la velocità della corrente fosse stata superiore ad 1 miglio/h, una ninfa con poco o affatto peso avrebbe impiegato molto tempo (e percorso molti metri) prima di giungere sul fondo. (Ricordiamo che una corrente di 1 miglio all’ora equivale a 1,467 piedi/sec. = circa 45cm. /sec., in altre parole un corso d’acqua alquanto lento). 

Questo ci fa capire che quando Sawyer intendeva pescare trote ad una profondità di 30/60 cm doveva lanciare il suo artificiale a 3 e più metri a monte del pesce in attività in modo che avesse tempo di affondare e trovarsi all’altezza giusta del pesce quando gli passava vicino. 

Questo è il maggior segreto della tecnica di Sawyer: fare in modo che l’artificiale arrivasse al pesce in linea retta, a circa 2,5-5 cm ed al suo stesso livello di profondità. Questo richiede una gran precisione di lancio ed una perfetta visione del pesce da parte del pescatore che, per contro, spesso non è in grado di individuate l’artificiale.

 

Nymphs and the Trout. Fondamentale per chi si vuole avvicinare alla pesca a ninfa con cognizione di causa.

(I contenuti sono tratti da Nymph Fishing for Bigger Trout, di Charles Brooks, Crown Publishers, New York)