Inquinamento

Girovagando nell’enorme e variegato mondo della pesca a mosca (italiana) capita molto spesso di imbattersi in atteggiamenti e convincimenti che si fondano quasi esclusivamente su basi inconsistenti o quanto meno incomplete. 

Un esempio, per tutti (ma ve ne sono molti altri): Frederick Michael Hyam, meglio conosciuto come HALFORD, cognome che  la famiglia decise di sostituire al proprio nel 1875.

Tutti, o quanto meno moltissimi, lo considerano il massimo esponente della pesca a mosca secca, addirittura un precursore di questa tecnica. Lo ritengono il “vero purista”, colui il quale dettò al mondo intero le regole della pesca a mosca secca. Un esempio da seguire pedessequiamente. 

Halford è stato senza ombra di dubbio l’autore più letto, discusso, amato e criticato nel panorama alieutico mondiale e gli va riconosciuto il massimo merito attribuibile. Per le sue intuizioni, per la sua inventiva, per le sue innovazioni. Senza di lui alla pesca a mosca mancherebbe un tassello importante. Bisogna dargliene atto.

Ed infatti, quando si parla di Halford il discorso è quasi sempre a senso unico, quasi non esistessero alternative alle sue idee ed alla “sua” tecnica.

Qui ci starebbe bene un bel “però…” che già di per sé insinua un dubbio, correndo il rischio di rovinare tutto e di far crollare i castelli di carta di tanti pescatori a mosca. Proviamo a ripartire in punta dei piedi da quel “Però…”, sperando di non scatenare un putiferio. 

Però, dicevamo, non è tutto oro quello che luccicava ai tempi del Maestro (come lo definiscono in tanti). Prendiamo i fiumi e la fauna ittica, per esempio.

Tutti noi vorremmo pescare nelle condizioni in cui pescava Halford: fiumi con acqua pulita… trote della giusta taglia… schiuse importanti… insomma, tutto quello che sogniamo ora. Poi scopriamo che già lui si lamentava dell’inquinamento delle acque, che le trote eran ben presenti nei “suoi” fiumi grazie ad una accurata opera di bonifica nei confronti di altri pesci (lucci, soprattutto)… che le schiuse non erano sempre così abbondanti… che venivano messi in atto “trucchi” facilitare la presenza delle trote… e tanto altro. 

Fiumi puliti, abbiamo detto.  Ma leggiamo: “L’abitudine di trattare la superficie delle strade principali con vari tipi di catrame ha contribuito alla riduzione dell’intollerabile fastidio causato dalla polvere dovuto all’incremento del traffico…” (e questa è cosa buona, dobbiamo dire). E’ tuttavia sperabile che le autorità locali utilizzino tali prodotti di catrame in modo da arrecare il minor danno alla trota…” Già qui si insinua un dubbio…

E poi “Mr Corrie… attribuisce questo problema (quello del percolato del catrame… – ndr) all’introduzione di olii leggeri nel catrame e versati nell’acqua in occasione di piogge o lavaggio delle strade.”

E aggiunge, sempre Mr Corrie, “Non ho dubbi che le acque di scolo che a Winchester e nei dintorni vengono evacuate tramite l’Itchen siano state la causa della distruzione di quasi tutto il pesce…“. Aggiunge molto altro, Mr. Corrie, ma non abbiamo lo spazio per riproporvelo.

E questa è solo una delle “storture” delle verità come ci sono state tramandate. 

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