Il palmer, quando l’efficacia viene da lontano

Abbiamo già visto come i palmer (con la Black Caterpiller, altrimenti nota con “Black Palmer”) siano entrati nell’uso comune fra i pescatori a mosca grazie all’intuizione di un pescatore/autore del 1766.
 
Si trattava, come dice il nome, di una mosca tutta nera (Black) e nera è rimasta fino alla prima metà del 1900 quando subì una piccola, ma importante, trasformazione che la rese estremamente popolare fino ai giorni nostri (e per gli anni a venire).
 
L’ “inventore”, Edward Ringwood Hewitt, nacque nel 1866 nel New Jersey da una famiglia agiata che comprendeva, oltre a lui, tre sorelle ed un fratello.
 
Il pallino delle invenzioni aveva colpito non solo il fratello maggiore (Peter Copper, inventore tra l’altro della lampada a vapori di mercurio) ma lo stesso Edward che nell’ambito della pesca – di cui era molto appassionato – ha ideato le suole dei wader con il feltro e due modelli di mosche oggi molto famosi: la Neversink Skater e, appunto, la Bivisible. “Neversink” significa letteralmente “che non affonda mai” ma in realtà deriva dalla deformazione di una frase in lingua algonchina (*) che sta a significare “fiume pazzo”.
 
Visto come si presenta l’artificiale, personalmente non credo (ma non l’ho mai provata) che non affondi mai e sono più propenso a credere che il nome derivi dal fiume in cui l’autore era solito pescare.
 
Tornando al nostro palmer (la Neversink, in ogni caso gli somiglia parecchio anche se a prima vista viene da chiamarla “mezzo palmer” poiché le hackle sono fissate solo nella parte centrale del gambo dell’amo), ecco cosa ne dice Hewitt nel suo “Telling on the Trout” del 1926:
 
“I colori scuri sono molto più visibili alla trota (da sotto la superficie – ndr) rispetto a quelli chiari e quindi risultano più catturanti. Tuttavia, una volta sulla superficie risultano più difficili da individuare e da seguire rispetto a quelli chiari. Per questo motivo questa mia mosca – che ho chiamato Bi-visibile – consiste in un palmer realizzato con hackle marrone lungo tutto il corpo ed qualche giro di hackle bianca vicino all’occhiello dell’amo. Questa hackle bianca la rende molto visibile al pescatore mentre, grazie alla parte marrone, rimane altrettanto ben visibile da parte del pesce…”
 
Ad oggi, rimane la più funzionale ed efficace mosca da realizzare ed alla quale si fa riferimento durante i corsi di costruzione per principianti proprio grazie alla sua semplicità di esecuzione.
(*) Le lingue algiche (diffuse nel nord America ) comprendono, fra le altre, la sottofamiglia delle lingue algonchine. Il termine «algonchino» deriva dalla parola “elakómkwik” che, nella lingua “wolastoqiyik” (-> gente del bellissimo fiume), significa “loro sono nostri parenti”. Gli Algonchini sono l’insieme di tribù native americane ancora esistenti.
 
 

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