Corso di lancio: dalla Maremma alla Tuscia

Prefazione del Club. Una prefazione è spesso d’obbligo per poter introdurre correttamente l’argomento. Nel caso del Tuscia Fly Club è ancora più importante perché la pesca a mosca, ed i corsi di lancio, sono sconosciuti ai più in terra di Tuscia.
Roberto non è Viterbese, ed abita sulla linea di confine fra il Lazio e la Toscana, più esattamente in provincia di Grosseto ma per poco, proprio per poco.  La cosa che sorprende di più, in questa sua “recensione del corso di lancio” è il riferimento alla possibilità di utilizzare la nostra amata tecnica di pesca anche nei confronti di pesci che non siano trote e temoli. Era ora! Abbiamo speso fiumi di parole e tanti anni nel tentativo di far comprendere questo punto focale e finalmente qualcuno se ne è accorto.
Complimenti a Roberto, dunque, per aver afferrato il concetto principe della nostra filosofia di pesca e il messaggio che abbiamo voluto così caparbiamente trasmettere.
Ci auguriamo che Roberto sia una sorta di apri-pista nella dura battaglia della divulgazione (che parolone!!!! 🙂 ). Da parte nostra continueremo con il nostro umile impegno, sperando di ottenere risultati sempre migliori.

La pesca a mosca mi ha sempre affascinato, vuoi per l’eleganza del gesto tecnico vuoi per come è strutturata: esche minimaliste, collegate ad una lenza che non è propriamente il nylon con cui mi sono sempre confrontato, vuoi per l’autocostruzione, di cui è parte integrante.
In seguito ad un regalo da parte di un amico, che aveva deciso per una canna da mosca, ho iniziato a vedere da vicino questo oggetto alieno e l’immediata conseguenza è stata quella di strapazzarla come un forsennato ottenendo solo risultati pessimi.
Cercando in rete il segreto magico dei movimenti da impartire all’insieme braccio-canna per avere un minimo di decenza nel lancio,  ho trovato, a detta di tutti, la famosa ricetta magica: fai un corso base di lancio.
Vivendo in una zona non propriamente vicina ai grandi centri abitati, dopo vari tentativi ho trovato nel Tuscia Fly Club la soluzione per sedare temporaneamente la scimmia della pesca a mosca (noi pescatori, in quanto a scimmie, non siamo secondi a nessuno…).
Il corso è formato da 2 parti distinte: prove di lancio su prato e test finale su fiume. A mio parere è una formula che sposa alla perfezione il connubio tra teoria e messa in pratica di quanto appreso sul manto erboso: si inizia con l’impostazione generale della postura in pesca, evidenziando i difetti congeniti nei principianti, specialmente per le posture sbagliate che potrebbero indurre conseguenti patologie fisiche (posizione dei piedi ed impugnatura della canna).
Una volta appurata la corretta impostazione di base si parte con i primi rudimenti del lancio: esercizi propedeutici via via più completi per permettere una gestione più ampia della coda di topo.
Una cosa piacevole del corso è che, tra un lancio e un altro, con l’istruttore si ha modo, in maniera del tutto graduale, di iniziare ad ampliare il discorso pesca, toccando tutte le tematiche che si dovranno poi affrontare sull’acqua, a tu per tu con i nostri amici pinnuti.
Si parte dalle varie tipologie di code, imbobinamento sul mulinello, come collegarle ai finali, regole base per la realizzazione dei finali, nodi utili ai fini della pesca a mosca e tanto altro per finire con nozioni di etica e filosofia (forse le più importanti di tutte…).
Una volta chiariti questi aspetti, nelle lezioni successive (nelle quali oltre ai lanci base si inizia a porre l’accento sulla precisione del lancio), si ricevono delle indicazioni generali di entomologia e costruzione al morsetto delle mosche, con le caratteristiche dei materiali da costruzione più comuni.
Finito il pacchetto teorico, si parte per il battesimo sull’elemento liquido: l’istruttore tiene banco per la primissima parte della giornata formativa, impartendo le nozioni basilari sull’esame visivo dei vari tipi di bollata, le zone di interesse verso cui indirizzare le nostre code, valutazione degli ostacoli presenti nel fiume e relative tecniche di lancio per aggirare l’ostacolo. Poi tocca all’allievo dimostrare di aver “compreso il messaggio”.
La parte pratica prevede non tanto il lancio vero e proprio quanto la “lettura dell’acqua”, l’avvicinamento e l’individuazione di eventuali difficoltà di posa (non “lancio” bensì “posa”)
 Se tutto procede nel modo giusto, i risultati non si fanno attendere.
Come per magia, è un cerchio che si chiude: in pesca capisci l’utilità di movimenti o tecniche di lancio di cui sul manto erboso faticavi a capire il significato.
Nel momento stesso in cui realizzi che sei in grado di fare un lancio (su molti…) dignitoso ti rendi conto che c’è ancora moltissima strada da fare prima di poter dire che è tutto sotto controllo, ma almeno, d’ora in poi si partirà da una base consolidata, senza soluzioni empiriche o fai da te: pescando prevalentemente a spinning (con qualche puntata occasionale a bolognese o canna fissa), l’emozione in diretta della bollata sulla mosca è qualcosa che non avevo ancora sperimentato e ho provato lo stupore di un bimbo alle prime armi.
Vorrei evidenziare il fatto che per me pesca a mosca non è sinonimo solo ed esclusivamente di trote e temoli, vuoi anche per motivi logistici (abito vicino al mare e le acque di montagna sono assai distanti): è una tecnica che, con opportune interpretazioni, si presta anche ad altre specie ittiche (alla fine mi ci sono avvicinato essenzialmente per il bass e, ammesso di trovare ancora specchi d’acqua non ancora devastati da bracconaggio, per il luccio) pur senza dimenticarmi il salt water.
Per concludere, la regola magica di un corso base è proprio vera: lasciatevi condurre da chi ha più esperienza di voi.
Oltre al gesto tecnico apprenderete una miriade di informazioni collaterali difficili da cogliere su chat e forum vari; se poi avrete la fortuna di farvi affiancare da un istruttore sempre prodigo di consigli (e vigorosi continui richiami verbali su inclinazioni del polso… grazie ancora, Osvaldo!) vi si aprirà un mondo che rischia di oscurare tutto quello che avrete appreso e praticato a pesca sino ad adesso.
Roberto Fossati

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