TUSCIA FLY CLUB esporta sapienza: Macenano, TR, serata Fly Club Valnerina 17-06-18

I giovani di oggi (non anagraficamente bensì alieuticamente parlando) hanno i loro sogni, le loro idiosincrasie, le loro voglie di affermare il proprio ego. Noi, che abbiam preso molte più mosche… ooops pesci di loro, sappiamo bene che è un malessere passeggero, che sparirà quando ormai saranno nella terza fase della vita del pescatore a mosca. Gianfranco – buon per lui – è appena arrivato alla seconda (ma non diteglielo, lo fareste soffrire inutilmente) e quindi è bene assecondare questa sua smania bambinesca. Peccato perché quando ci si mette (ma quando ci si mette?) è veramente un (bravo) pescatore a mosca. E abbiamo deciso di lasciargli il suo quarto d’ora di gloria, approfittando della gentilezza ed ospitalità degli amici di Terni. Peccato che il vino fosse buono e le bottiglie tante. Ed il pezzo che ne segue è il risultato….

I grandissimi e gentilissimi (oltre che grandi mangiatori e pure bevitori) soci del Fly Club Valnerina, coscienti della propria ignoranza in materia e desiderosi di farsi illuminare sull’arte sacra della pesca con mosca secondo l’oracolo Charles Ritz, si sono rivolti al nostro guru Osvaldo Velo, gran visir degli halfordiani e profeta dei secchisti, per farsi illuminare bene bene.

Hanno quindi organizzato una giornata di pesca sul Nera, culminata con una serata comprensiva di grande mangiata di roba buonissima che farebbe svenire un vegano e strabuzzare gli occhi ad un cardiologo (gnocchi, pecorino, sughi e ovini cucinati benissimo dalla signora del Ristorante Tre Archi (“Non si sente il pecorume!”), e a seguire un mini seminario incentrato sui concetti riportati nel Pris sur le Vif di ritziana memora da parte di Osvaldo.

Tralasciando la parte Charles Ritz, nella quale il nostro pastore ha come al solito dato prova di grande preparazione TEORICA, riporto invece il risultato della PRATICA.

Potendo scegliere, invece che pescare nel no-kill di Ferentillo che conoscevamo poco e che aveva un’acqua molto colorata ma soprattutto abbondantissima, ci siamo spostati nel tratto B del no kill di Borgo Cerreto.

Acqua tanta, solo leggermente colorata, trote difficilissime e attaccate alla riva, pesca solo rigorosamente a secca (io) ma anche un po’ a sommersa e ninfa (Osvaldo, the anti-purist).

Risultato: Osvaldo è cascato (la maledizione di Halford!) e s’è incriccato la schiena, io ho scrocchiato la canna, ma prima… : vedi le foto (N.B.: nessuna dico nessuna trota è stata fotografata da Osvaldo che come al solito DICE che ne ha prese poche, tutte piccole, c’è tanta corrente, manco una schiusa, il sole negli occhi, ne ho padellate parecchie, bla bla bla…).

La mosca che ha catturato tutte le trote è una emergente di danica in cdc e struzzo su amo grub bl 8, vedi foto.

Delle mosche di Osvaldo è inutile parlare… per decenza e rispetto del ruolo nel club, pare brutto…

 

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