Corso di lancio: largo ai giovani…

Prefazione del Club.
Michael è un giovanotto che non è “nato” alieuticamente parlando “moscaiolo”. Ha praticato anche altre tecniche di pesca ed ha una conoscenza decisamente buona dell’ambiente acquatico. E’ giunto, anche lui come tanti altri, alla pesca a mosca perché incuriosito da alcuni elementi (il lancio? il ‘per sentito dire’? il fascino della costruzione delle mosche?). Ed ha imparato in fretta, perché aveva già dentro di sè il senso dell’acqua, il rispetto della natura… soprattutto la voglia e l’umiltà di imparare, di affrontare nuove sfide, di porsi delle domande e trovare le relative risposte. Ha saputo reagire prontamente al nuovo e, dobbiamo dire, con risultati molto positivi. Anche lui, come tanti altri, aveva un cruccio: ma se imparo questa “nuova” tecnica, dove andrò poi a pescare qui da noi? Si è reso subito conto di aver imparato una tecnica che gli avrebbe permesso di continuare a mietere successi indipendentemente dall’ambiente in cui era solito pescare: il grande fiume (Tevere), il lago (Bolsena), i piccoli riali che punteggiano la nostra bella regione. A riprova che “pesca a mosca” non è sinonimo di acque o specie pregiate bensì apre le porte ad un mondo ancora tutto da scoprire. 

Da dove inizio? ma dal principio ovviamente! Scoprii la pesca a mosca grazie ad alcuni video che trovai qua e là, e mi ha affascinato così tanto da farmi “salire la scimmia” e comprare subito un kit per principianti… indovinate? non ho fatto in tempo nemmeno a tornare a casa che sono passato sul fiume a provarla immediatamente (con risultati a dir poco raccapriccianti)!

Dopo un po’ mi scoraggiai e tornai allo spinning… ma durante una tranquilla giornata estiva sul lago di Bolsena trovai un depliant del Tuscia Fly Club e mi saltarono all’occhio le parole “Corso di lancio”: che ve lo dico a fare? in due secondi mi sono ritrovato con il telefono in mano pronto a comporre il numero!

Ho iniziato il corso pochi giorni dopo e i risultati si sono visti subito, con mio grande piacere.

Il tutto si è svolto in 4 pomeriggi con grande professionalità e, non meno importanti, cordialità e ironia; l’ “istruttore” non si è limitato a trasmettere la tecnica di lancio, ma ha iniziato dispendendo anche le nozioni teoriche necessarie per conoscere l’attrezzatura che si utilizza (direi che è fondamentale!).

Tra esercizi propedeutici, nozioni di entomologia acquatica, tecnica, approcci in pesca, ittiologia e qualche presa in giro, sono state fatte anche lunghe chiacchierate sulla filosofia di pesca, e non solo.

Il corso ha previsto anche l’apprendimento delle tecniche di costruzione delle mosche artificiali e conoscenza dei materiali da utilizzare (prendere un pesce con un’esca costruita da sé regala una soddisfazione immensa…).

Dopo lanci propedeutici progressivamente più articolati sono passato a lanci più tecnici (O., poverino, è stato mezzo pomeriggio a spiegarmi come non far perdere tensione alla coda ma, come dire… in testa m’entra e in c… ehm, da una parte entra e dall’altra esce! Ma alla fine ho capito!!!

La prova finale sul prato prevedeva una serie di lanci con ostacoli vari: ho dovuto lanciare persino sotto a un salice e, come ultima cosa, qualche lancio dentro al noccioleto! Non sapevo nemmeno dove mettere la canna per quanti rami c’erano! In altre parole, non solo lanci in distanza (che in pesca servono ma fino ad un certo punto) ma soprattutto lanci di precisione e con il massimo controllo della coda di topo.

Esamino superato. Si va sul fiume; appena arrivati sul Marta ho approfittato degli insegnamenti del nostro caro istruttore che, sul campo, poteva avvalersi di dimostrazioni pratiche. Ho passato un divertentissimo pomeriggio tra bollate di cavedani, persici sole, gamberi e persino una nutria che nuotava placida poco più a valle ed alla fine ho preso giusto un cavedanello ma ho potuto mettere in pratica tutto ciò che avevo imparato sul prato e non solo (durante i vari lanci ho appreso, ad esempio, perché i finali vanno fatti in un certo modo e perché devono avere determinate caratteristiche… e tante altre cose che si sono poi rivelate molto utili).

Credo di essermi dilungato abbastanza amici; riassumendo, il corso si è rivelato un’esperienza bellissima, istruttiva e divertente, e l’istruttore è preparatissimo, disponibilissimo e sempre pronto a scherzare (pensate veramente che se fosse stato come una guardia svizzera avrei finito il corso???? naaaaah)

Michael Bianchi

 

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